Call for papers: Le mostre fotografiche come eventi cruciali nella formazione della cultura visiva italiana

RSF. Rivista di studi di fotografia lancia un call for papers per il secondo semestrale del 2017 (n. 6/2017), che sarà dedicato alle mostre fotografiche. La scadenza per l’invio dei contributi (max 50.000 caratteri) è il 1 giugno 2017.

Le narrazioni storiche sulla fotografia sono state spesso scandite dalla successione delle tecniche e dei generi, concentrandosi al pari su personaggi (fotografi, curatori, galleristi) ed eventi notevoli, fra i quali quelli espositivi. Tuttavia, per quanto riguarda la storia della fotografia italiana il ruolo cruciale rivestito dalle mostre nel determinare nuove soluzioni linguistiche e nuove periodizzazioni storiografiche è stato indagato solo parzialmente (con alcune celebri eccezioni, come l’Esposizione internazionale di fotografia artistica di Torino del 1902 e Viaggio in Italia del 1984).

Le mostre, per lungo tempo, hanno costituito un momento fondamentale di definizione, scoperta e interpretazione del senso più profondo della ricerca fotografica. Per il fotografo, il momento espositivo ha coinciso spesso con un atto di selezione critica dei suoi materiali, portandolo a una ridefinizione dell’idea di opera (es. in serie) e presentazione. Per il pubblico e per la critica, le mostre hanno rappresentato la possibilità di un coinvolgente incontro dal vivo con le fotografie originali. Questo confronto serrato con l’oggetto fotografico, nella sua pienezza di significato (attraverso materiali, modalità di stampa, dimensioni, iscrizioni), è stato poi particolarmente importante nei casi di opere di artisti internazionali, spesso conosciute indirettamente attraverso riproduzioni in libri e riviste. Lo spazio espositivo, tramite il montaggio sulle pareti tra fotografie e poetiche di contesti cronologici e culturali diversi, ha innescato dialoghi e cortocircuiti fino a quel momento inediti, capaci di stimolare una contaminazione dei linguaggi e delle soluzioni figurative.

Possiamo quindi sostenere che proponendo l’incontro con le opere di fotografi nazionali e internazionali, emergenti e noti, storici e contemporanei, le mostre hanno innescato processi di cambiamento nella cultura visiva, stimolando di volta in volta istanze di rinnovamento e di rottura o, al contrario, proponendo un recupero dei modelli del passato. In ogni caso, è stato questo cambiamento a determinare le condizioni per una nuova narrazione storica in grado di ricomprendere quegli eventi espositivi, la cui gittata è superiore alla durata della mostra, che hanno sottoposto a verifica o a scardinamento le precedenti categorie interpretative.

In quanto snodo ineludibile nella produzione dei fotografi e, di conseguenza, nella storiografia, la mostra fotografica colta nella sua portata cruciale sarà il focus del numero monografico. L’ambizione è quella di far emergere non tanto un esaustivo quadro cronologico o tipologico quanto, attraverso casi di studio esemplari questioni di metodo in grado di illuminare alcuni aspetti e momenti della fotografia italiana.

Il tema è così circoscritto:

  • Localizzazione dell’evento espositivo e tipologia opere/autori: Italia (autori italiani o esteri); estero (autori italiani o fotografie realizzate in Italia).
  • Tipologia della mostra: evento in cui è stata sottolineata la dimensione autoriale del fotografo o dei fotografi, anche come gruppi o scuole (mostre retrospettive o meno, collettive e antologiche, storiche o contemporanee).

Questioni:

  • Come determinare sul piano storiografico la crucialità di una mostra?
  • Come una mostra può essere analizzata di concerto con le vicende della creazione fotografica e del percorso intrapreso da gruppi o singoli fotografi?
  • Qual è il ruolo effettivo di eventi o prodotti culturali collaterali alla mostra (es. conferenze, cataloghi, comunicati stampa, dibattiti, recensioni, riedizioni della mostra stessa) nel determinare il suo carattere di crucialità?
  • Come ricostruire i contesti e come si sono intrecciati i fattori che hanno influenzato la ricezione di una mostra anche presso pubblici differenti?
  • La mostra come fenomeno culturale è da considerarsi in una prospettiva di breve, media o lunga durata?
  • Quali sono i risvolti culturali della determinazione curatoriale e delle diverse professionalità coinvolte (es. i fotografi stessi, gli studiosi specializzati o meno, i curatori come nuove figure professionali)?


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