Napoli, incessanti latomie tra costruzione e forma del vuoto

Federica Visconti, Renato Capozzi

Abstract


Il saggio indaga il rapporto singolare di Napoli tra il ‘sotto’ e il ‘sopra’, in cui lo scavo diviene condizione di possibilità della costruzione della città ma anche inedita spazialità determinata dalle tecniche di tomia del banco tufaceo. Sono descritti alcuni snodi di tale rapporto: dalla fondazione mitica della Parthenope greca o dalle cave e antri cumani alle grandi costruzioni tecniche romane; dalle riproposizioni illuministe ai più recenti riusi/abusi o l’assunzione di tali strutture formali come fonte d’ispirazione tra evocazioni mnemoniche (Venezia), risignificazioni di spazialità riabitate (Aymonino) sino alla riemersione di strutture osteoniche soggiacenti (Rossi).


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DOI: http://dx.doi.org/10.13128/FiAr-23686

 

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