Da «salvadanaio del povero» a istituto di credito: la Cassa di Risparmio di Firenze nel periodo post-unitario e la questione di Firenze Capitale

Marco Cini

Abstract


Nella seconda metà del XIX secolo la Cassa di Risparmio di Firenze conobbe una rapida espansione, confermata dall’aumento progressivo del numero di filiali e dall’incremento dei depositi. Tale consolidamento concorse in misura determinante a stabilizzare il mercato del credito a livello regionale. Negli anni in cui la capitale del Regno d’Italia fu trasferita a Firenze, la Cassa partecipò attivamente all’ampliamento edilizio della città finanziando il Comune di Firenze e, soprattutto, la Società Anonima Edificatrice Fiorentina. La crisi finanziaria che colpì il Comune nel 1878, per l’eccessivo indebitamento accumulato negli anni della speculazione edilizia, portò anche la Cassa sull’orlo del fallimento. La successiva modifica dello statuto, che vietò il finanziamento degli enti pubblici, consentì alla Cassa di superare definitivamente la crisi e di rafforzare la propria struttura organizzativa.


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DOI: http://dx.doi.org/10.13128/Annali_Stor_Firen-20181



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